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IL CORRETTO CICLO DI RISANAMENTO DELLE MURATURE IN TUFO
Come spesso accade il risanamento di murature in tufo passa attraverso un ciclo fatto da:
▪ Rimozione dei vecchi intonaci
▪ Pulizia delle murature
▪ Increspatura delle superfici
(non sempre effettuata, soprattutto per intonaci eseguiti a macchina)
▪ Applicazione generica di intonaci a spessore
▪ Finitura genetica
▪ Pitturazione generica
Bene, questo ciclo di lavorazione viene eseguito indiscriminatamente, ovvero, senza controllare le condizioni in cui versano soprattutto murature ad antico esercizio.
Come si evince dalla foto, la muratura si presenta sconnessa e senza malta legante tra i conci, questo è un caso assai comune. Intonacare questa muratura nello stesso stato in cui si presenta, significa evidenziare dopo tempi medio-brevi, un sicuro quadro fessurativo di entità rilevante in precisa corrispondenza degli interstizi tra concio e concio; da qui nasce la lunga ricerca delle motivazioni, il più delle volte si traduce con le responsabilità attribuite a quell'intonaco o a quell’applicatore. Niente di più errato, la colpa è nell’aver disatteso a delle semplici regole che afferiscono alla giusta conoscenza della regola d’arte nel recupero di murature ad antico esercizio; di seguito vi diamo un cenno di come dovrebbe essere considerato “il corretto” ciclo d’intervento:
1) Pulizia della muratura
Pulizia della pietra, previa spazzolatura manuale o meccanica, onde eliminare totalmente i vecchi intonaci ancora presenti sulle superfici e se le temperature durante le fasi di applicazioni superassero i 25°C., si dovrà provvedere ad idratare fino a saturare la pietra.
2) Stilatura dei giunti
Pulizia manuale degli interstizi tra concio e concio della muratura con apposito attrezzo, onde garantire la perfetta rimozione delle vecchie malte presenti e non più in grado di garantire forza legante. Stilatura degli interstizi da eseguirsi con ALLETTAMENTO, una malta a spessore a base di calce e pozzolana specifica per l’allettamento ed il riempimento di fughe e interstizi di murature in pietra di tufo ed idonea alla formazione di nuovi giunti tra concio e concio con lo stesso modulo elastico della muratura, la malta deve penetrare in profondità e raccordarsi anche superficialmente alla pietra, in modo da garantire un nuovo sostegno anche di natura strutturale.
3) Applicazione d’Intonaco a spessore da intendersi sulle superfici piane
Risanamento di paramenti murari in pietra di tufo mediante posa a mano o a macchina di intonaco denominato INTONACO ‘R, un intonaco a spessore a base di calce e pozzolana, idoneo per murature in tufo.
▪ Applicazione manuale
Miscelare l’INTONACO ‘R in betoniera o con trapano provvisto di una frusta idonea alla miscelazione di malte; la prima fase di applicazione consisterà nell’eseguire un “arriccio” o meglio un ponte di aderenza formato dall’INTONACO ‘R diluito con una quantità di acqua pari a circa il 40%, onde formare una boiacca pronta ad essere sbruffata sulla muratura; le fasi a seguire sono quelle delle applicazioni tradizionali, ovvero formazioni di fasce o guide e applicazione dell’intonaco per strati mai superiori ai 2,00 cm e così di strato in strato fino al raggiungimento dello spessore desiderato.
▪ Applicazione Meccanica
L’INTONACO ‘R si può applicare con tutte le macchine intonacatrici in uso per intonaci premiscelati, badando solo di abbinare l’ugello della pistola, tarato con la granulometria maggiore dell’intonaco che si sta utilizzando. Le fasi di applicazione con la macchina intonacatrice sono sicuramente più semplici di quelle manuali, ad esempio non si dovrà eseguire nessun “arriccio” ponte di aderenza poiché la proiezione meccanica della macchina è tale da garantire una perfetta aderenza sulle murature. Per quanto concerne le fasi successive, la tecnica è quella tradizionale, ovvero formazioni di fasce o guide e applicazione dell’intonaco per strati mai superiori ai 2,00 cm e così di strato in strato fino al raggiungimento dello spessore desiderato.
4) Applicazione intonaci di finitura
I due intonaci di finitura, che tratteremo nell’intervento dovranno avere la stessa matrice morfologica dell’INTONACO ‘R, (calce e pozzolana) e dovranno essere altamente permeabili al vapore acqueo, si differenzieranno tra di loro solo per rapporti granulometrici; pertanto la cronologia del ciclo applicativo sarà la seguente.
▪ Lavorazione di finitura frattazzata
Trascorsi almeno 15 gg dalla formazione dell’intonaco a spessore, con temperature medie di 18°/20°C. si provvederà ad applicare l’INTONACHINO ‘Tf (granulometria >600/800 micron) in due mani con un intervallo di circa 2 ore a 20°C. Trascorsa almeno 1 ora sempre a 20°C, si provvederà ad eseguire la rifinitura con frattazzo di spugna di tipo sottile. Importante per dare un lavoro finito a perfetta regola d’arte, è la mano di rifinitura, eseguita manualmente, dovrà prevedere l’attenta opera di un singolo operatore, intento ad agire con l’andamento costante e ripetitivo dell’azione circolare; cosa un po’ diversa se si opta per l’applicazione meccanica della frattazzatura, l’operatore dovrà essere attento solo nell’imprimere la stessa forza e la stessa azione circolare all’utensile.
▪ Lavorazione di finitura liscio civile
Trascorsi sempre 15 gg dalla formazione dell’intonaco a spessore con temperature medie di 18°/20°C. si provvederà ad applicare una prima mano utilizzando INTONACHINO ‘Tf (granulometria >600/800 micron) in modo da garantire una perfetta copertura delle irregolarità dell’intonaco a spessore, poi si procederà alla rasatura applicando in due mani con un intervallo di circa 2 ore a 20°C. con l’uso di INTONACHINO Tl (granulometria >50 micron). Importante per dare un lavoro finito a perfetta regola d’arte, è l’ultima mano di finitura, eseguita manualmente, dovrà prevedere l’attenta opera di un singolo operatore, intento a levigare perfettamente le superfici utilizzando una spatola in ferro, in modo da restituire l’intonaco liscio-marmorino.
*Per tutte le informazioni relative ad ogni prodotto citato in questo articolo, vi rimandiamo alle singole schede tecniche.
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